ANAGRAMMI – Mostra Fotografica bipersonale

Cristina Eidel  –  Kostas Papaioannou

ANAGRAMMI
Mostra Fotografica bipersonale

a cura di Oriana Picciolini

sabato 23 marzo 2019 – domenica 31 marzo 2019

ore 15.30-20.30

Opening: sabato 23 marzo 2019 ore 19.00

Hotel Re Testa

Via Beniamino Franklin, 4, 00153 Roma RM

Telefono: 3488375485

Il progetto fotografico “Anagrammi”, presentato al Mese della fotografia, nasce dalla pluriennale amicizia e collaborazione artistica  dei fotografi Cristina Eidel e Kostas Papaioannou.

I loro lavori  invitano, ognuno con il  proprio linguaggio espressivo, a riflettere sulla permutazione che la fotografia suggerisce attraverso la propria raffigurazione del tempo e dello spazio.

La bipersonale sarà ospitata dal 23 marzo presso il Re Testa di Testaccio un hotel trasformato da luogo di passaggio in dispositivo comunicativo che riscrive  la sua funzione da luogo di passaggio a luogo di incontro e scambio culturale ed artistico.

“Prospettive periferiche”  di Kostas Papaioannou 

gli scatti, realizzati in pellicola bianco e nero e stampati in camera oscura, raccontano frammenti della periferia urbana, provando a sospendere il giudizio di un’immagine costruita a priorio di una visione distratta. Il suo è un invito a dialogare con le millesfaccettature della realtà urbana, ad appropriarsi intimamente dei luoghi e in qualche modo di ritrovarcisi.

“Prospettive periferiche” è parte di una più ampia ricerca attraverso la quale il fotografo greco dialoga da anni con spazi definiti “emarginati” o “secondari” con una prospettiva priva di facili nostalgie, carica  della  memoria di questi luoghi sospesi tra la loro immutabilità e lo scorrere di una realtà urbana fluida ed instabile.

“Petites Pièces” di Cristina Eidel

La  serie di fotografie “Petites Pièces” , realizzate da Cristina Eidel con pellicola e stampate in camera oscura da Kostas Papaioannou è tratta da un ciclo di ricerca sulla “Natura Morta”, più precisamente  natura immobile, divenuta da tema originario della pittura, un motivo essenziale della fotografia. Giocando sull’idea, che la fotografia sia un “ready made”, l’ambientazione in piccole scene teatrali cambia con il punto di vista l’uso e il significato degli oggetti rappresentati. I singoli fotogrammi diventano così racconti metaforici, quadretti allegorici di vizi, follie, ansie, paure e speranze della vita umana. Ogni fotogramma è un frammento temporale minore, sinonimo del non colto, dell’indefinito e dell’inespresso fotografico di cui paradossalmente lo scatto si è appropriato.

Caffè Galeotto, realizzato nella torrefazione attiva all’interno dell’Istituto Penitenziario Rebibbia di Roma, sarà presente  con i suoi prodotti solidali realizzati dai detenuti per tutta la durata della mostra.

 

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