Galleria permanente a Hotel Re Testa

Le fotografie esposte nell’Hotel Re Testa sono parte della bipersonale “Anagrammi” di Kostas Papaioannou e Cristina Eidel a cura di Oriana Picciolini svoltasi, nell’ambito del “Mese della Fotografia”, dal 23 al 31 marzo in questa sede.

I pannelli decorativi ispirati al tema “Rosso” sono progettati dall’Atelier del Granaio. Realizzazione grafica Cristina Eidel.

Kostas Papaioannou: Fotografo, Giornalista, Grafico, Web Designer  (nato ad Atene Grecia 1961)Corrispondente per varie testate giornalistiche greche da Roma. Da sempre appassionato di fotografia in bianco e nero e procedimento di stampa, per anni ha lavorato come stampatore professionale. Ha collaborato con l’Istituto Archeologico Germanico ad un progetto per la documentazione e  valorizzazione del suo archivio fotografico storico. Oggi si occupa di fotografia editoriale e collabora con varie agenzie di fotografia Stock.
E’ uno dei fondatori dell’Atelier del Granaio. Ha partecipato come curatore ed ha esposto le sue fotografie alle mostre fotografiche organizzate al Granaio di Santa Prassede. Nel novembre 2018 ha partecipato alla mostra  fotografica e di Arte Multimediale Anagrammi a cura di Oriana Picciolini, con una serie di stampe in Bianco e Nero, che raccontano l’abbandono, l’assenza e l’incuria di luoghi.  Per il Granaio cura la fotografia e la comunicazione web. Ama parlare di se come “Artigiano della fotografia”.
Dice di se: “Sono stati tanti i “maestri” che osservando e studiando il loro lavoro hanno contribuito alla mia formazione fotografica e di stampatore – mi piace considerami un artigiano piuttosto che un artista – con i procedimenti analogici in bianco e nero. Da un amico vecchio fotografo in Grecia, che mi invitava a lasciare la macchina fotografica a casa e osservare i luoghi e gli uomini con i miei occhi e la mia mente prima di ogni scatto, ai grandi della fotografia e della stampa in bianco e nero come Andel Adams e il suo sistema zonale oppure Gabriele Basilico con i suoi splenditi lavori di architettura urbana ed industriale. Mi ha sempre colpito profondamente il lavoro di Mario Giacomelli e le sue parole: “… Lo sfocato, il mosso, la grana, il bianco mangiato, il nero chiuso sono come esplosione del pensiero che dà durata all’immagine, perché si spiritualizzi in armonia con la materia, con la realtà, per documentare l’interiorità, il dramma della vita. Nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri ripetuta fino a significare…”

Cristina Eidel: Fotografa, grafica e giornalista (nata a Roma nel 1967) ha scritto come corrispondente da Roma per varie testate giornalistiche tedesche. Nel 2015 fonda insieme ad Alessandro Arrigo e Kostas Papaioannou l’Atelier del Granaio. Il desiderio di trovare spazi, dove dar vita al dialogo e incontro tra artisti e tra questi e il pubblico, fa nascere il progetto Art Hotel, che approda per un anno al Granaio di Santa Prassede. Il Granaio diviene un moderno salotto dove organizzare eventi di carattere  culturale e creativo, con particolare attenzione alla fotografia. La prima mostra che realizza nel 2015 come curatrice al Granaio di Santa Prassede “Le Ragioni dello Sguardo e il Fotografo Fotografato”  rappresenta un dialogo immaginario tra fotografi, che prende spunto dalle immagini di un archivio d’epoca,

“L’Archivio Fotografico Giuseppe Bruno”, realizzate tra il 1890 e il 1910.  L’esposizione è una riflessione  critica sull’arte della fotografia. Nel 2016 segue la mostra “Sogno, quindi sono. Il Sogno come luogo di costruzione del Se”, in due edizioni 2016 e 2017. Nel 2015 nasce il progetto “Qi, disegnare la luce”. Insieme ad Alessandro Arrigo realizza i complementi d’arredo e le lampade di alcuni alberghi e B&B in Italia. A settembre 2018 le sue lampade sono state esposte alla mostra “La Quintessenza. Dialogo tra Luce e Colore” di Alessandro Arrigo e Cristina Eidel a cura di Oriana Picciolini. Nel novembre 2018 ha esposto il ciclo di fotografie in Bianco e Nero “Object Trouvé” nell’ambito della mostra  fotografica e di Arte Multimediale Anagrammi a cura di Oriana Picciolini, una sequenza di dettagli fotografici, che tentano di far intuire nel loro insieme un edificio e l’identità di un luogo: il Granaio di Santa Prassede.

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