“Melodie Romane” si chiama proprio così uno dei vini rossi e corposi che Sandro offre ai  clienti  della sua Fraschetta, lì nel cuore del Testaccio. Il vino proviene dall’azienda famigliare “Vini Quattrocchi”, sita nelle terre fertili e rigogliose dei Castelli Romani. La “Fraschetta di Sandro” riprende anche nel nome l’antica tradizione delle scampagnate ai Castelli, che trovavano il culmine nelle popolari fraschette, locali adibiti alla mescita del vino novello, accompagnato da semplici cibi salati per favorire il bere.

Come da buona tradizione anche nella Fraschetta al Testaccio  i vini vengono serviti accompagnati da una piccola bottiglia di gassosa e dalle delizie gastronomiche che Sandro prepara con grande cura. Ci descrive con attenzione ogni pietanza disposta sui piatti, la loro provenienza e tipicità. Ci spiega che il palato può apprezzare appieno il vino solo quando viene accompagnato da sapori che lo supportano e lo fanno fiorire.

 

delizie gastronomiche che Sandro meticolosamente e con grande cura prepara – ©foto Eleni Kouri


C’è anche il rosso detto “Dall’Eremo” tra i vini che Sandro ci presenta . Come gli antichi eremi, dai quali prende il nome, nasce e cresce solitario ed isolato dagli altri vigneti. “A Roma”, ci dice Sandro, “i locali sono davvero tanti,  ma sono purtroppo pochi sono quelli dove si può mangiare e bere in compagnia, mentre si chiacchiera e si divaga tra le mille storie, che gli ospiti raccontano…”

Del resto – aggiunge – “qui, alla Fraschetta, da 70 anni la mia famiglia e soprattutto nonna Rosa hanno portato avanti l’attività con amore.” Una passione questa, che lo ha formato, quando giocava e girovagava in mezzo ai tavoli della piccola trattoria. “Ho deciso di gestire la Fraschetta come naturale conseguenza del fatto che qui  sono cresciuto e ho vissuto.”

Mentre il caldo con l’avanzare del pomeriggio, complice dei platani del Lungotevere si attenua e concede un po’ di refrigerio, si affacciano i primi visitatori. Il palcoscenico si anima. C’è gente del posto, ma anche estranei, in “un presidio democratico e non demografico” , così spiega il signor Ciro, noto chitarrista di Flamenco. Un posto come la “Fascetta da Sandro”, sempre a dire di Ciro, non è altro che  un crocevia di variegate conoscenze, fonte di ispirazione artistica come è il vino, e luogo di squisita ospitalità.”

A farci da Cicerone del caleidoscopio, che ci cattura con le sue immagini magiche e multicolori, di delizie imbandite, contorniate dalla più variegata umanità, è l’ex giocatore di basket Roberto. Un “ragazzo” alto, quasi un gigante, dall’animo mite e gentile. Roberto ci racconta le storie e descrive i caratteri dei protagonisti che dipingono il pittoresco quadro della quotidianità vissuta alla Fraschetta. Con la pacatezza, che lo contraddistingue, ci invita ad essere indulgenti e voler comprendere la scienza dei “tuttologi” come la definisce. Uno sguardo ai tavoli, ci porta nel cuore del suo sapiente ragionamento. Il piccolo locale si è trasformato in palcoscenico e gli ospiti sono a pieno titolo attori di quell’arte della chiacchierata che ora va in scena. Si divaga, si sviscerano i problemi del mondo e il costante vociferare di menti ‘superiori’ conduce inesorabilmente alla loro soluzione. Con la complicità del vino gli animi si infervorano e  modulando con gli acuti delle risate il costante rombare delle voci nei bassi. Il fiume dei pensieri dei nostri tuttologi scorre lentamente ed inesorabilmente verso la sua naturale conclusione, che è sempre e comunque il suo da capo.

Roberto continua a raccontare. La zona del Testaccio era la più povera ci dice. Parla con emozione del suo quartiere, dei suoi anni d’infanzia trascorsi tra le strade del Testaccio, la scuola dei Salesiani e l’Oratorio Centro Giovanile Don Bosco, che ancora oggi è parte integrante della parrocchia Santa Maria Liberatrice, con le sue attività sportive e ricreative per bambini e ragazzi. Roberto ha giocato nella squadra di pallacanestro del Rieti e poi nella prima categoria a Trapani e in Puglia, dove, racconta, con stupore e piacere ha imparato ad assaporare i crudi di mare e mangiarli anche a colazione.

 

Roberto con Sandro – ©foto Eleni Kouri

 

Catturati dai racconti del luogo, che continuano a scorrere inesorabilmente, Sandro ci fa assaggiare il buonissimo Trebbiano IGP, prodotto con  metodi artigianali da uvaggi bianchi. Il Trebbiano è un vino dal colore giallo dorato, di ottima persistenza e con note olfattive di agrumi. Ha un gusto deciso e fruttato, ci tiene a sottolineare Sandro, ideale per accompagnare tutto il pasto e che si abbina perfettamente a piatti a base di pesce come antipasti di mare, grigliate e calamari, ma anche arrosti di carni bianche.

Interviene ancora Roberto, spiegandoci, che questa trattoria non è frequentata solo dalla gente del luogo. Il pubblico è variegato e spazia dagli studenti che festeggiano le lauree, agli incontri degli Alpini e dei professori della vicina Università di Architettura. E se non ci credete, ci tiene a sottolineare il nostro Cicerone gigante, abbiamo anche il “nostro cane da Osteria” addestrato a “sentire” ed “apprezzare” con il dovuto rispetto i vari sapori che gli passano davanti!

Il locale continua a riempirsi di gente e mentre l’amica di Roberto, sfegatata fan delle delizie gastronomiche preparate alla Fraschetta, idea il prossimo post sulla sua pagina Facebook per dare risalto alle nuove ricette del proprietario Sandro, si presenta il signor Edoardo, cantautore di canzoni popolari romane e napoletane. Ci fa  omaggio di una canzone, intonando la “Romanina del Bajon” di Claudio Villa. Alla “Fraschetta da Sandro” ci si immerge in una inedita ed  originale rivisitazione della romanità del Testaccio. Qui le storie, i sorrisi, le battute, i volti umani e i sapori spiegano perché “se c’è da scegliere tra l’aprire il cuore o aprire il vino… bisogna aprire sempre il vino!”

fotografie – ©Eleni Kouri | https://elenikouri.com