Ad Orazio Giustiniani è dedicata la piazza, un tempo chiamata Piazza del Mattatoio.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1965 e ricorda il poeta Romanesco Orazio Giustiniani (1868-1919), che presso le abitazioni interne al Mattatoio – dove la targa è posta – abitava.

Una sosta qui può contribuire a “chiarire” le idee a chi si appresta ad una prima escursione al quartiere Testaccio, uno dei rioni di Roma che conserva una forte identità, ed è considerato una delle zone Romane per eccellenza: si possono trovare, infatti, negozi e ristoranti che sanno conservare in questo modo la propria Romanità.

Lo sguardo del visitatore non può non soffermarsi di fronte all’ingresso dell’ex Mattatoio, il complesso architettonico costruito fra il 1888 e il 1891. Oggi la struttura viene considerata uno dei più importanti edifici di archeologia industriale della città di Roma. Qui il visitatore incontrerà le testimonianze di un progetto più complessivo di riqualificazione per la creazione di un polo di ricerca e produzione artistica e culturale con la presenza di un museo e della Facoltà di Architettura di Roma Tre e di alcune aule dell’Accademia di Belle Arti.

Sempre dalla piazza si può intravedere il Monte Testaccio, conosciuto popolarmente anche come Monte dei Cocci. Alto 54 metri e con una circonferenza di circa 1 chilometro, il monte è formato da testae, cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, che venivano sistematicamente scaricate e accumulate dopo essere state svuotate nel vicino porto fluviale. Secondo gli ultimi studi questa attività venne portata avanti tra il periodo augusteo e la metà del III sec. d.C. Il monte a tutt’oggi si configura come fonte storico-documentaria di prima mano sullo sviluppo economico dell’impero romano, sulle relazioni commerciali tra Capitale e province, nonché sulle abitudini alimentari nell’antichità.

Di fronte alla piazza e dall’altra parte del Mattatoio si trova il famoso Mercato di Testaccio, considerato non a torto, un imperdibile polo gastronomico, punto di ritrovo ideale per tutti i buongustai. Il Mercato si anima ogni giorno all’interno di una struttura architettonica minimale e contemporanea, in cui il rigore geometrico crea un piacevole contrasto con i colori delle merci e dei banchi.

Al Mercato di Testaccio – mi spiega una anziana Signora che trascina insieme a se il carrellino della spesa quotidiana – “la passione per l’eccellenza la vedi, la senti, la assaggi, la tocchi…”

Sulla piazza si vedono già i primi ristoranti caratteristici del posto mentre il più antico tra di essi è senz’altro il Checchino, ristorante a Testaccio dal 1887 e per 6 generazioni. La cucina romana del quinto quarto è nata qua. Idealmente e in buona parte anche concretamente. Alcuni piatti per cui la Roma culinaria è conosciuta nel mondo, sono stati concepiti in questa Osteria. Era ancora il XIX secolo quando dal mattatoio uscivano i lavoratori affamati dopo ore di lavoro massacrante. In mano avevano gli scarti della macellazione, i quali rappresentavano il compenso in natura per la giornata di fatica. Attraversavano la piazza e andavano nell’osteria di fronte. Qui chiedevano all’oste di cucinargli quelle parti considerate meno nobili delle bestie vaccine, ovine o suine che avevano macellato: soprattutto interiora, come trippa, rognoni, cuore, fegato, milza, ma anche gli zampetti e la coda.
Quei lavoratori si chiamavano vaccinari e già si spiega l’etimologia di un piatto simbolo della romanità.

il “Bar Tabacchi da Rosa e Andrea”

La piazza, punto di inizio dell’escursione nel quartiere, e insieme luogo di osservazione delle prime testimonianze di un Rione pieno di storia e fascino, non poteva non comprendere il bar per eccellenza del posto, il “Bar Tabacchi da Rosa e Andrea”. Semplice, piccolo e insieme armoniosamente collocato nel contesto architettonico del luogo, questo bar offre uno sguardo nel passato e insieme una testimonianza del carattere degli abitanti del quartiere. Umani, diretti e insieme sorprendentemente ospitali a patto che ci si rispetti il loro linguaggio di interazione umana. Appunto, quello che ogni attento viaggiatore vorrebbe conoscere per comprendere la specificità di ogni luogo.

La piazza del poeta Romanesco è effettivamente un ottimo “salone” dove sedersi, riposare e insieme riprendere un cammino tra i luoghi che hanno segnato il percorso di questa città. Il Rione Testaccio, un luogo identitario da scoprire e vivere…

You may also like

Leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.